I NOSTRI VALORI
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La missione che Marilena Ferrari-FMR si prefigge, insieme a tutti i suoi artisti, i suoi maestri del saper far bene italiano, i suoi dipendenti e collaboratori, è quella di contribuire alla nascita, in Italia, di una nuova stagione di bellezza, in grado di nutrire di valori la società contemporanea.

Crediamo, come scriveva Dostoevskij, che "la bellezza salverà il mondo".


Crediamo in una bellezza in cui etica ed estetica, virtù ed eccellenza, ritrovino la loro originaria unità.


Crediamo in un'arte di valori, in un'arte consapevole e responsabile, in cui l'approccio etico, centrato sulla necessità del senso, sia condizione fondante e ineludibile.


Crediamo in un'arte che, oggi come nei secoli passati, sia il luogo dove i valori e le identità di una società e di una cultura trovino la propria dimora, il luogo in cui formarsi e interrogarsi, per agire nelle vite e negli intelletti, determinandone un cambiamento e un'evoluzione.


Crediamo nel sapere dell'arte e non nel sapere sull'arte.

Crediamo nell'unità e nella pari dignità tra le arti maggiori e le arti applicate, nell'unità tra artista e artefice, accomunati dalla medesima tensione verso la qualità e l'eccellenza, come scelta etica, per un comune e condiviso progetto umano di bellezza.

Crediamo nell'unità tra pensiero e azione, tra sapere e fare, tra sapienza intellettuale e intelligenza manuale, tra l'individualità del genio creativo e il valore comunitario dell'intraprendere.


Crediamo che la committenza e il valore economico non siano al servizio dell'arte, ma siano parte integrante del processo artistico.


Crediamo nel futuro, perché ove sono presenti cultura, progetto, attività e valori, non può esserci rassegnazione, né tanto meno crisi.


Crediamo che una sana cultura d'impresa debba avere la consapevolezza che il profitto senza valore è come la casa evangelica che l'uomo stolto ha costruito sulla sabbia: "La pioggia è caduta, sono venuti i torrenti, i venti hanno soffiato e hanno fatto impeto contro quella casa, ed essa è caduta e la sua rovina è stata grande" (Matteo 7: 26-27).


Noi tutti siamo consapevoli che può sembrare un'utopia, ma non per questo intendiamo rinunciare a esercitare il profondo dovere di difendere il diritto alla non rassegnazione.